Le visioni della memoria. Un intervento di Gestalt a mediazione videoterapeutica

Oliviero Rossi

Psicologo, psicoterapeuta

“INformazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia”, n°3 gennaio – febbraio 2004, pagg. 12-23, Roma

… la Realtà è come l’immagine di noi stessi che sorge in tutti gli specchi, simulacro che esiste per noi, che insieme a noi arriva, gesticola e se ne va, e tuttavia basta andare a cercarla per incontrarla ogni volta.

J. L. Borges

Mi affascinano il tema della perdita della memoria e i paradossi che ne conseguono. Ad esempio, l’angustia del presente di chi ha perso la memoria del suo passato; oppure lo strano modo di vivere il presente delle persone che hanno perso la memoria a breve termine: come una sorta di sogno senza sognatore. Continua a leggere

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Incontrare se stessi: la videoterapia nella relazione d’aiuto

Oliviero Rossi
Psicologo, psicoterapeuta.
Direttore – I.P.G.E. Istituto Psicoterapia di Gestalt Espressiva- Roma

…Ho meditato molto su questo incontro, che non ho raccontato a nessuno. Credo di averne scoperto la chiave. L’incontro fu reale, ma l’altro parlò con me in un sogno e per questo mi ha potuto dimenticare; io parlai con lui durante la veglia e il ricordo mi tormenta ancora. L’altro mi sognò, ma non mi sognò rigorosamente.
J. L. Borges

“La qualità più importante ed interessante di una forma è la sua dinamica, la necessità imperiosa che una forma possiede e che la porta a chiudersi e a completarsi. Tutti i giorni sperimentiamo questa dinamica. A volte il miglior nome che si può dare ad una forma incompleta è di chiamarla semplicemente situazione inconclusa” (Perls, 1969, pp. 131). Continua a leggere

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Immagini in scena: una applicazione di foto/videoterapia

Oliviero Rossi
Psicologo, Psicoterapeuta.

Guardare un propria fotografia offre la possibilità di ri-vedersi e ri-trovarsi nei ricordi e nei vissuti evocati dall’immagine.
Buona parte del lavoro con la foto/videoterapia si basa su questo. Il videoterapeuta facilita al cliente un dialogo tra l’“essere stato” quella immagine (tutto quello, cioè, che si ritiene essere l’informazione cognitiva, affettiva e relazionale di cui in un certo senso la fotografia è una impronta) e il suo “essere se stesso ora”.
Attraverso un lavoro nel presente di confronto con se stesso mediato dalle immagini, il cliente può trovare alternative emotive/cognitive. Continua a leggere

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Di luci e di ombre

UN’APPLICAZIONE DI FOTO VIDEOTERAPIA

Pubblicato sul numero 2 della Rivista “Nuove Arti Terapie”, pag. 12 -16

Oliviero Rossi

Questo lavoro presenta una possibile applicazione dell’arteterapia in una seduta di gruppo. In particolare, qui vengono usati una telecamera e alcune foto personali dei partecipanti.

L’intervento, in questo caso, è prevalentemente didattico,ovvero, tende ad illustrare alcune delle fasi del processo videoterapeutico e a suggerire spunti di lavoro.

La “tesi di esistenza” è l’atto cognitivo con il quale prendiamo in considerazione che l’immagine di una foto si riferisce a qualcosa di esistente o esistito: se c’è una foto, qualcosa deve averla prodotta. In fotografia, si può dire che la foto è prodotta a partire dalla luce riflessa dal soggetto, ma qui la luce riflessa dal soggetto diventa il modo in cui la persona che osserva la foto illumina quella situazione. In questo caso, la “tesi di esistenza” è vista in senso fenomenologico: è il mio punto di vista che mi permette di considerare esistente quello che vedo, e di relazionarmi con esso a partire dalla mia percezione. Continua a leggere

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Il sogno come dinamica di polarità

di Oliviero Rossi

Pubblicato sul numero 14 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia

Lavorando sul sogno, è probabile imbattersi in un tema di polarità che abbia a che fare con l’azione, e questo è strutturale al sogno e al lavoro sul sogno nell’ambito della relazione orientata dialogicamente. La prima polarità in cui ci si imbatte è quella in un certo senso sottesa da Freud, quando diceva che il sogno protegge il sonno: l’attività onirica, in quest’ottica, permetterebbe l’espressione degli impulsi e desideri infantili rimossi che, essendo camuffati nelle immagini oniriche, proteggono la coscienza dal loro riconoscimento permettendo così il proseguimento del sonno.
Questa è una versione. Un’altra possibile è che sia il sonno a proteggere i sogni, vediamo come. Continua a leggere

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Il teatro del sogno come flusso della condotta

Oliviero Rossi *

 

Tutte le diverse parti del sogno sono frammenti della nostra personalità. Dato che il nostro scopo è quello di fare di ognuno di noi una persona sana, il che significa una persona integrata, quello che dobbiamo fare è rimettere insieme i vari frammenti del sogno. Dobbiamo riappropriarci di queste parti proiettate e frammentate della nostra personalità, e riappropriarci del potenziale nascosto che compare nel sogno.
F. Perls

 

In questo articolo voglio accennare ad alcuni aspetti della tecnica di intervento sul sogno nel setting psicoterapeutico.

Ogni approccio psicoterapeutico ha sviluppato delle modalità peculiari di intervento che rendono operativi gli assunti teorici di partenza. Questo dato ovvio, ma a volte sottovalutato, porta a ridurre la concezione teorica di partenza alle tecniche d’intervento sviluppate nel suo ambito, ostacolando la possibilità di una corretta integrazione ed evoluzione delle tecnologie 1 d’intervento clinico in ambiti concettuali differenti. Continua a leggere

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L’utilizzazione clinica dell’attenzione e della consapevolezza nella Psicoterapia della Gestalt

Di Oliviero Rossi
Pubblicato su “INfomazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria”, n° 32-33,settembre 1997-aprile 1998, pagg. 48-61, Roma

In questo processo è emerso che dovevamo spostare l’interesse della psichiatria dal feticcio dello sconosciuto, dall’adorazione dell’’inconscio’, ai problemi e alla fenomenologia della consapevolezza: quali fattori operano nella consapevolezza, e come accade che le facoltà che possono operare con successo solo nello stato di consapevolezza perdano questa proprietà?
La consapevolezza è caratterizzata dal contatto, dalla percezione sensoriale, dall’eccitazione e dalla formazione della gestalt.
Perls F., Efferline R.F., Goodman P. Continua a leggere

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Videoterapia a scuola

“Informazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia” n° 2, settembre – ottobre 2003, pagg. 72-79″, ed. IGF. Roma

Il progetto è nato come applicazione delle nostre riflessioni sulle cause della dispersione scolastica. Il progetto è nato come applicazione delle nostre riflessioni sulle cause della dispersione scolastica.  Alla base dell’abbandono scolastico c’è un disagio dello studente che è sempre il risultato dell’interazione tra le caratteristiche dell’alunno (cognitive, affettive, comportamentali, sociali e culturali) e le caratteristiche relative all’ambiente scolastico all’interno del quale è inserito (didattiche, organizzative, sociorelazionali…).

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